Il mestiere · Lezione 2

La regola del tre, in pratica

Costruirai una terna in cui due elementi piatti fissano lo schema e il terzo lo rompe restando nella categoria.

Il principio

La regola del tre è la costruzione più affidabile che esista in una battuta, e anche quella rovinata più spesso. La forma è semplice: dai al pubblico due elementi della stessa categoria, allo stesso registro, e sul terzo rompi lo schema che si è appena costruito in testa. La rottura può andare in una direzione o nell'altra. Puoi salire: due cose modeste, poi qualcosa di molto più grande o più estremo. Oppure puoi sgonfiare: due cose grandi, poi qualcosa di piccolo e banale. La direzione conta meno del fatto che il terzo elemento sia riconoscibilmente nella stessa serie dei primi due, e al tempo stesso abbastanza diverso da fermare la previsione del pubblico.

Ecco la parte che quasi tutti perdono. I primi due elementi devono essere noiosi. Vanno detti piatti, senza energia comica, senza una strizzata d'occhio, senza una premessa che lasci intendere che il terzo sarà strano. Il motivo è meccanico: il pubblico deve agganciarsi a uno schema prima che tu possa romperlo. Se il primo elemento suona già come una battuta, il pubblico smette di ascoltare lo schema e comincia ad aspettare il colpo. Hai telegrafato la rottura. La sorpresa è spesa prima di arrivare. Scrivi i primi due elementi come li scriveresti in una mail di lavoro. Fattuali. Piatti. Nessun aggettivo che faccia lavoro comico.

Il terzo elemento ha un compito preciso. Deve risultare parte della stessa lista. Se dico «treno, autobus», il terzo deve essere un mezzo di trasporto o una tappa del viaggio. Se dico «controllo il telefono per le mail, i messaggi», la terza cosa deve essere qualcosa che fai col telefono. Se non appartiene alla stessa serie, non hai rotto uno schema: hai cambiato argomento, e il pubblico sente un salto logico invece di una sorpresa. Compatibile, ma diverso. È tutta qui, la prova.

È questo che muove il voto di mestiere. Una battuta con una parola buffa è un colpo di fortuna. Una battuta in cui puoi indicare la costruzione e dire «i primi due fissano la categoria, il terzo rompe il registro» è una cosa costruita. Il giudice guarda se hai costruito l'architettura o se sei inciampato in una parola. La terna è l'architettura più economica e più visibile che hai. Usala.

In una battuta

Esempio scritto per questa lezione, stesso argomento in entrambe le versioni:

Debole: «Per andare al lavoro prendo il treno, l'autobus, e poi vado a piedi fino in ufficio.»

Corretta: «Per andare al lavoro prendo quaranta minuti di treno, venti di autobus, e nove minuti a piedi, e arrivo alla scrivania un po' col fiatone e sto seduto lì tre secondi prima di aprire il portatile.»

Sono cambiate tre cose. I primi due elementi adesso hanno un peso identico (un numero di minuti più un mezzo di trasporto), che aggancia il pubblico a un registro piatto e fattuale. Il terzo resta nella categoria (è ancora una tappa del tragitto, è ancora un tratto a piedi) ma fa crollare la scala da venti o quaranta minuti a tre secondi da seduto, ed è in quello sgonfiamento che vive la risata. La versione debole elenca tre cose della stessa misura; quella corretta costruisce un registro e poi lo taglia da sotto, che è esattamente la costruzione che la dimensione del mestiere premia.

Tocca a te

Nella bozza che hai in mano trova la frase in cui elenchi tre cose. Se tutte e tre stanno alla stessa misura e allo stesso registro, riscrivi la terza perché sia dieci volte più piccola o dieci volte più grande delle prime due, restando nella stessa categoria. Leggi la terna ad alta voce. Se il terzo elemento non ti fa sentire lo schema che si spezza, non è ancora nella serie, e non hai finito.

In una riga

Due elementi piatti fissano lo schema; il terzo lo rompe, ma resta nella serie.

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