Esame: Aspettativa e rottura
Ripensa alla giornata e tieni un fastidio piccolo, di quelli che racconti a cena senza aspettarti niente. Mettilo in due frasi piatte: i fatti, senza il giudizio. È la premessa.
Sotto scrivi la previsione: la frase che chi ascolta direbbe al posto tuo. Quella la lasci lì e non la usi.
Poi tre chiusure, diverse fra loro e diverse dalla previsione. Ognuna deve agganciarsi a qualcosa che la premessa ha già detto. Se due dicono la stessa cosa con parole diverse, cambia strada per una delle due.
Prima di consegnare, di' la premessa a voce alta tre volte, e ogni volta chiudila in un altro modo. Il giudice legge ogni chiusura insieme alla premessa e ne ricava il voto dell'esame. È il voto di una prova scritta: non sente come la diresti e non sa chi ti ascolta.
Dopo, se puoi, prova la premessa su una persona e interrompiti prima della chiusura. Se indovina una delle tue chiusure, quella non ti serve. Se per capirne una le serve una spiegazione, manca l'appoggio.
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